© 2017 Proudly populated by SintesiVisiva.

Associazione PLANET2084 Onlus
info@planet2084.org
Apr 1

Fridays for Future

5 comments

salve a tutti

volevo scrivere questa cosa, ma non sapendo a quale area tematica potesse realmente appartenere, la scrivo qui, perché è la prima cosa che scrivo e ho pensato che potesse essere pertinente con "Conosciamoci".

 

so che è stato già rilanciato il secondo sciopero di Fridays for Future...

 

una delle ultime cose che ha fatto il governo sono questi accordi con la Cina. e sapete tutti no ?, credo, che hanno pensato bene di esportare le arance siciliane in Cina con gli aerei...

eppure non mi sembra che ci sia stato qualcuno che abbia criticato tutto ciò.

o comunque abbastanza fortemente...

mi chiedevo se FFF lo avevano fatto...e se, in occasione proprio di questo secondo sciopero magari volessero cogliere l'occasione per dire qualcosa su questo o sugli accordi in generale con la Cina...continuare a far girare merci da una parte all'altra del mondo non crediamo che sia proprio un impegno verso uno sviluppo sostenibile no ? cosa ne pensate o sapete ?

No. Direi senza dubbio che esportare arance in Cina non sia proprio sostenibile. Ma il problema non è solo per le arance... Il problema è legato all'intero modello economico e produttivo. Greta e i FFF chiedono genericamente ai politici un cambiamento radicale ma non entrano nel merito delle questioni. Io credo che sia una scelta strategica non farlo... troppe sono le proposte e le possibili soluzioni e preferiscono non perdersi in questi aspetti. Planet2084, nel suo piccolo, qualche proposta concreta la sta avanzando... prova a dare un'occhiata alla sezione sul Modello Produttivo del Decologo e fammi sapere cosa ne pensi: https://www.planet2084.org/il-decologo-e-i-promotori

Ciao a tutti. Come dicevo anche nel gruppo whatsapp, a mio parere Planet non può eludere la questione delle buone pratiche, anche delle tecnologie innovative e risanatrici (o non quantomeno ecosostenibili) e delle politiche specifiche che questo nuovo movimento che sta diffondendosi e sta spingendo i media a parlare del problema e l'opinione pubblica a prenderne finalmente coscienza potrebbe sollecitare. Ovviamente non sta a Greta né alle persone che scendono in piazza e si spera continuino a farlo sempre più numerose indicare le soluzioni. Ma, in connessione con la protesta, le associazioni dovrebbero esser anche propositive, non solo formulando un generico decologo, ma riempiendolo, in ogni punto, di esempi di ricerche, esperimenti ed esperienze già in atto virtuose per l'ambiente e per una società più equa e vivibile. Certo, il capitalismo, l'imperialismo, le multinazionali sono la causa vera del disastro, ma il tempo stringe e non si può aspettare che la "rivoluzione" sia compiuta e poi ci si penserà. Delle innovazioni già in atto, cosa ne pensiamo? Chi dovrà gestirle? Come affrontare la propettiva della necessità di un cambiamento della politica a livello planetario, della rivoluzione (anzi, delle rivoluzioni) in Africa e nei paesi poveri, il giogo delle nazionali e delle grandi potenze? LO stesso Monbiot, nell'articolo che Marco ha postato su Whatsapp, che trovo anche un po' confusionario, a dire il vero, alla fine sostiene che si può: "attraverso un'azione audace, dirompente, non violenta, costringere l'inserimento della nostra situazione ambientale nell'agenda politica" e più sopra dice che il voto tuot court non serve, sebbene essenziale (ma vuoto e ottuso). Quindi sembra che tenga conto della 'politica', znche se l'agenda, sotto la spinta del movimento, deve totalmente cambiare.... segue (mi hanno citofonato, stanno salendo delle persone, quindi a dopo)

Certo, Planet non può eludere le “buone pratiche” anzi, le deve sostenere e promuovere.

Però la vera questione è come farlo.

Io credo che un modo possibile sia realizzare dei “luoghi” nelle città, costruire dei contenitori, degli ambienti, dove si possano non solo raccontare e presentare le “buone pratiche” ma anche realizzarne alcune. Degli spazi-laboratori dove sperimentare e mettere in atto soluzioni e idee per il cambiamento.

 

Per questo trovo che il progetto delle Case di Planet sia qualcosa di straordinario e davvero innovativo. Sicuramente non facile, ma vale la pena impegnarsi e provare a realizzare la prima esperienza a Roma!

Oltre che con il progetto delle Case di Planet, credo che un altro modo (che non esclude il primo, anzi!) sia quello di fare RETE. Planet potrebbe essere strumento per unire tutte le migliori esperienze in un progetto complessivo di trasformazione della società.

Benvengano poi le tecnologie riparatrici... ma solo ad un paio di condizioni: 1) che seguano i principi naturali di rigenerazione ecosistemica. 2) che non siano strumento di prosecuzione del modello economico produttivista.

 

Provo a fare un esempio per farmi capire: L'ipotesi di alcune multinazionali sostenute da Trump di catturare la CO2 in atmosfera e stoccarla nel sottosuolo attraverso i vecchi pozzi petroliferi ormai in disuso, anche se fosse tecnologicamente efficace, sarebbe da rigettare non solo per l'artificialità e i rischi del processo ma anche perché la soluzione è figlia di quella logica della crescita infinita, per la quale non si pone nessun limite alla produzione di gas serra, anzi la tecnologia sviluppata andrebbe a costituire l'alibi per maggiori consumi e maggiori devastazioni.

Purtroppo le altre questioni che poni, sono talmente ampie da valicare le reali possibilità di una piccola associazione come la nostra e forse conviene restare su piani operativi più concreti e affrontabili dalle nostre risorse. Tuttavia qualche spunto su come irrompere nell'agenda politica, lo trovi nelle nostre campagne: Sensibilizzazione, Educazione, Mobilitazione! https://www.planet2084.org/campagne

Apr 17

grazie per le risposte.

 

A me premeva evidenziare questa cosa...

ovvero, che, comunque, quando ho saputo, quando ho letto che era già stato lanciato il secondo sciopero a maggio, sono rimasto colpito che si lanci già un'altro sciopero così presto. questo comunque mi fa pensare alla determinazione che il movimento vuole mostrare e al fatto che molti attivisti ripetono spesso "non ci fermeremo". questo aspetto di per sé mi colpisce positivamente e proprio per questo mi sembrerebbe fondamentale anche, allora, a maggior ragione, a questo punto, occuparsi subito (visto che ci si rivolge sempre ai decisori politici) di affrontare avvenimenti che sono successi subito dopo lo sciopero di marzo.

come appunto le decisioni riguardo gli accordi commerciale con la Cina.

mi sembrerebbe fondamentale, ecco, ribadire subito, quando ci si rivolge al mondo politico con la volontà di inchiodarlo a prendere appunto delle decisioni e soluzioni, da parte del movimento, una risposta critica immediata dell'attuale sistema di commercio e di scambi...che viene riconfermata anche questa volta, con accordi sottoscritti appena qualche settimana fa.

 

ho scritto a FFF Roma su Fb. ma non mi hanno risposto...

 

May 18

D'accordo con te ma il problema vero è la esasperazione della globalizzazione. Se l'obiettivo rimane quello del profitto allora è scontato che le imprese transnazionali (più corretto di multinazionali) cercheranno di produrre qualunque tipo di merce dove il prezzo del lavoro è più basso e questo a prescindere dal tipo di merce. D'altra parte basta aggirarsi dentro casa per "scoprire" che quello che indossiamo (cotone), che mangiamo (caffè, cacao, ...), che calpestiamo (parquet), che utilizziamo (pc, cellulare, elettrodomestici, ...) è stato tutto trasportato attraverso gli oceani per decine di migliaia di km, costruito con atomi che sono stati estratti da miniere asiatiche, africane o sudamericane da lavoratori semischiavizzati e sottopagati. Gli stessi cellulari sono riciclati da bambini ghanesi nell'inferno di Agbogbloshie (cercalo su youtube). E' il sistema che deve cambiare ma noi con i nostri acquisti spesso ne siamo inconsapevolmente complici.

Il cambiamento deve essere radicale, ma deve passare da un contemporaneo intervento sul nostro personale quotidiano e sul nostro "politico" (locale e globale) che alimenta (...e "si alimenta") e favorisce questo insostenibile (!) modello di produzione. Come vedi le arance sicilliane in Cina sono sono solo un infinitesimo granellino di un sistema folle, non per questo non deve essere denunciato.