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Incombenti innondazioni, città a rischio


Primo articolo del New York Times del 18/05/2017

https://www.nytimes.com/interactive/2017/05/18/climate/antarctica-ice-melt-climate-change-flood.html

Più del 60% dei ghiacci che ricoprono la Terra si trova in Antartico.

Parti della piattaforma di ghiaccio dell’ Antartico occidentale si sta rapidamente fondendo perché è sotto il livello del mare e dunque risente particolarmente del riscaldamento delle acque.

Gli scienziati necessitano di dati più certi di quanto ora li abbiano per fare una previsione attendibile quanto rapidamente questa parte di ghiacci in scioglimento alzerà il livello del mare

IL RISCHIO È CHIARO: il collasso dell'Antartide può inondare le città costiere in tutto il mondo.

Per decine di milioni di anni, sottili strati di neve sono caduti e sovrapposti sul continente antartico - in molti luoghi, solo piccole spolverate di neve – il loro stesso peso li trasforma in ghiaccio seppellendo catene montuose e ha costruito una lastra di ghiaccio spessa più di due miglia (circa 3.2 km). Con i ghiacciai scende lentamente lungo i pendii dei rilievi montuosi e alla fine giunge al mare, dove si staccano gli iceberg.

Se l’intera calotta di ghiaccio antartico si sciogliesse, potrebbe aumentare il livello del mare più di 160 piedi (circa 60 mt), ma le conseguenze di questa potenziale apocalisse dipenderebbero molto dalla rapidità con cui ciò avviene. Le recenti ricerche suggeriscono che se nelle prossime decadi la società umana bruciasse tutte le riserve di combustibili fossili oggi note, il collasso della calotta sarebbe inevitabile.

Per quanto le dimensioni di questo fenomeno sono difficili da credere, qualcosa di simile può essere già accaduto, di recente peraltro, tanto che è ancora presente nella memoria collettiva.

Nel XIX secolo, gli etnografi hanno trovato che quasi tutte le antiche civiltà avevano qualche mito relativo a un diluvio universale nella loro letteratura.

Nell'epica di Gilgamesh, le acque sommergono i mortali e perfino gli dei si spaventano. Nella versione indiana, il dio Vishnu dice a un uomo di salire su una barca e di portare con se i semi delle piante. Nella Bibbia, Dio ordina a Noè di portare due creature di ogni essere vivente sulla sua arca.

"Non credo che il diluvio biblico sia solo una fiaba", ha dichiarato Terence J. Hughes, un glaciologo dell'Università del Maine che vive in Dakota del Sud. "Penso che una qualche grande inondazione è davvero avvenuta in tutto il mondo, ha lasciato una impronta indelebile nella memoria collettiva dell'umanità ed è stata conservata in queste storie".

Quella inondazione sarebbe avvenuta alla fine dell'ultima era glaciale.

Le glaciazioni si verificano a causa delle oscillazioni nello schiacciamento dell’ovale orbitale terrestre che modificano la distribuzione della luce del sole, ciò genera la formazione di enormi strati di ghiaccio, soprattutto nell'emisfero settentrionale.

Al culmine dell'ultima era glaciale, circa 50.000 anni fa, la copertura del ghiaccio era così spessa che la enorme quantità di acqua bloccata nei ghiacci determinò una diminuzione del livello del mare di circa 400 piedi (circa 130 mt) più basso di quello attuale.

A cominciare da 25.000 anni fa, mentre l'orbita della Terra si modificava nuovamente, i ghiacci cominciarono a fondersi e il livello del mare ricominciò a salire e talvolta le coste sono arretrate di cento miglia (circa 160km).

La civiltà umana era agli albori, ma le antiche società di cacciatori e raccoglitori che spesso vivevano lungo le rive del degli oceani potrebbero aver visto l'inondazione delle loro terre.

Tracce del ghiaccio dell’ultima glaciazione sono ancora presenti. Piccoli depositi sono ancora sulle montagne, ma quelle superstiti più ingenti sono nelle due calotte di ghiaccio che ricoprono la Groenlandia e l'Antartide.

Una volta gli scienziati pensavano che lo scioglimento di questi depositi di ghiaccio avrebbe impiegato migliaia di anni. Ma, a partire dagli anni settanta, alcune isolate voci scientifiche hanno cominciato ad affermare che i ghiacci delle calotte polari avrebbero potuto sciogliersi in un tempo molto più breve se la quantità delle emissioni dei gas di serra non fossero state limitate.

Uno scienziato dell'Ohio State University, John H. Mercer, ha precisato che questo pericolo esiste soprattutto nella parte occidentale dell'Antartide.

In questa zona c’è una situazione particolare. Una immensa piattaforma galleggia in una sorta di gigantesco “catino” e gran parte di essa è sotto il livello del mare, ciò la rende molto instabile.

Il Ross Ice Shelf

La piattaforma di ghiaccio galleggiante nell’Antartide Occidentale.

Rappresentazione senza i ghiacci, del fondale marino contornato dai rilievi montuosi che formano il “catino” che contiene la Ross Ice Shelf.

L’esteso monitoraggio satellitare iniziato nel 1990, in una decade evidenziò che la calotta aveva già iniziato ad accelerare il suo movimento, a ritirarsi, a destabilizzarsi.

Da allora, la velocità con cui alcuni ghiacciai dell’Antartico stanno scaricando ghiaccio nell'oceano si è triplicato. Più di 100 miliardi di tonnellate di ghiaccio vengono persi ogni anno.

Nel 2016 Robert M. DeConto della Columbia University e David Pollard della Pennsylvania State University hanno pubblicato uno studio basato su un'analisi computerizzata dell'Antartide che ha sollevato allarme in tutto il mondo.

Tenendo conto di altri recenti progressi fatti nella comprensione dei meccanismi attraverso i quali le calotte si sciolgono completamente, hanno scoperto che l'Antartide occidentale e alcune altre parti instabili dell'Antartide orientale sarebbero entrati in un collasso inarrestabile nel caso in cui la Terra continuasse a riscaldarsi rapidamente.

Nello scenario peggiore, il livello del mare potrebbe salire di sei piedi (1.8 mt) entro la fine di questo secolo, e il ritmo potrebbe aumentare drasticamente nel secolo successivo. DeConto e Pollard non affermano che questa sia una certezza - riconoscono che la loro analisi è ancora “rozza” - ma sostengono che la possibilità debba essere presa sul serio.

Quando i mari inondarono le terre emerse migliaia di anni fa, le comunità umane erano ancora piccole, primitive e presumibilmente in grado di muoversi con relativa facilità. Oggi, la popolazione mondiale è di sette miliardi e sta ancora crescendo, centinaia di milioni di persone e miliardi di dollari di proprietà si trovano a pochi metri di altitudine.

Se l'ascesa risultasse essere rapida come nelle proiezioni peggiori, potrebbe portare ad una catastrofe senza confronti nella storia della civiltà.

La National Science Foundation di Washington e il Natural Environment Research Council della Gran Bretagna hanno deciso di dare una forte spinta nei prossimi anni alle ricerche per ottenere i dati necessari a perfezionare le previsioni e mandare avanti quelle sugli allarmanti cambiamenti già in atto in Antartide.

Alcuni scienziati sottolineano che durante l'ultima era glaciale, piattaforme di ghiaccio simili alla Ross Ice Shelf si sono formati in altri bacini oceanici. Ma quando l'era glaciale terminò e gli oceani si riscaldarono, tutti sono collassati. Questi esperti hanno iniziato a pensare che l'Antartide occidentale, come un fragile detrito, è di fatto un disastro in attesa, che sta per avvenire e, se il riscaldamento globale causato dall'uomo non ha già fatto iniziare questa calamità, potrebbe farla iniziare presto.

"Potremmo avere un importante ritiro dei ghiacci in un ordine di tempo di 10 anni.", dice Robert

A. Bindschadler, uno scienziato della NASA che ha trascorso decenni a lavorare in Antartide.

"Non mi sorprenderebbe affatto" aggiunge.


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