Conseguenze di una rapida fusione della calotta di ghiaccio della Groenlandia sulla vulnerabilità de


Articolo scientifico di Dimitri Defrance e altri PNAS 2017 114 (25) 6533-6538

http://www.pnas.org/content/114/25/6533

C’é una incertezza sempre più grande riguardo alle conseguenze che avrà il riscaldamento globale sulle calotte di ghiaccio nel corso del XXI secolo. Paleodata indicano che rapide destabilizzazioni delle calotte di ghiaccio durante l'ultima deglaciazione (ndr.: circa 15.ooo anni fa) potrebbero portare a sottostimare l'aumento del livello del mare, come suggerito da recenti pubblicazioni. Pertanto, con questo studio esploriamo l'impatto di diversi scenari relativi alla fusione parziale della Groenlandia su una regione molto sensibile, il Sahel. In primo luogo dimostriamo che una tale fusione induce una diminuzione drastica delle precipitazioni dovute al West African monsoon. Inoltre, quantifichiamo le perdite di area agricola dovute al cambiamento monsonico. Conseguentemente, abbiamo individuato un grande potenziale di migrazione di milioni di persone nei prossimi decenni. Così, la destabilizzazione della calotta di ghiaccio provoca non solo danni sulle coste ma anche una grande migrazione della popolazione nella area monsonica africana.

Abstract

Negli ultimi decenni è stata osservata una accelerazione nel processo di fusione delle calotte di ghiaccio. Recenti ricerche e studi effettuati con modelli di previsione hanno suggerito che il contributo delle calotte di ghiaccio al futuro innalzamento del livello del mare potrebbe essere stato sottostimato nella più recente relazione dell’ IPCC sui cambiamenti climatici. Il conseguente rilascio di acqua fredda e priva di sali proveniente dalle calotte potrebbe avere un impatto significativo sul clima globale, e soprattutto sulle zone vulnerabili tropicali. Durante l'ultimo periodo di deglaciazione, episodi di siccità estrema sono stati trovati nella regione del Sahel quando massicce ondate di iceberg hanno provocato un gran rilascio di acqua glaciale. In futuro, episodi simili avrebbero il potenziale per indurre una forte destabilizzazione del sistema agro-economico del Sahel. Per studiare questo problema abbiamo utilizzato un modello di previsione climatica. Abbiamo sovrapposto al Representative Concentration Pathways 8.5 (RCP8.5) baseline experiment uno scenario di fusione rapida della Groenlandia corrispondente ad un aumento del livello del mare che va da 0,5 a 3 mt. La risposta del nostro modello a una ipotesi di rilascio di acqua proveniente dalla fusione della calotta della Groenlandia rivela una diminuzione significativa della quantità di pioggia dovuta al West African monsoon, provocando cambiamenti nelle pratiche agricole. Se questo si combina al forte aumento della popolazione, descritto nelle diverse proiezioni demografiche, importanti flussi migratori di esseri umani potrebbero essere potenzialmente indotti. Stimiamo che, senza alcuna misura di adattamento, da decine a centinaia di milioni di persone potrebbero essere costrette a lasciare il Sahel entro la fine di questo secolo. A questa quantificazione deve essere sovrapposto l'impatto dell’aumento del livello del mare sulle zone costiere, ciò implica che la popolazione del Sahel potrebbe essere pesantemente minacciata in caso di rapida fusione della calotta di ghiaccio della Groenlandia.

Ndr.: nella stesura dell’articolo si correla l’afflusso di acqua fredda e priva di sali provenienti dallo scioglimento della calotta di ghiaccio della Groenlandia con il rallentamento in corso del sistema di correnti marine dell’ Atlantico settentrionale, denominato AMOC, di cui fa parte la più nota Corrente del Golfo.

#Antartide #ghiaccio #fusione #accelerazione

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